Proiezione film — 5 Broken Cameras
Il 20/11/2024
La videocamera si trasforma in uno scudo sottile, capace di raccontare il tempo e la crescente tensione, la paura e la determinazione del popolo di Bil’in, che resiste con proteste pacifiche, mentre i soldati avanzano e i confini di casa si sgretolano. Ogni telecamera che si spezza racconta una storia: le crepe diventano simboli di perdita e perseveranza, frammenti di un desiderio collettivo di pace e libertà che si ostina a vivere tra polvere e speranza. L’occhio che vede e testimonia, una voce muta che non si piega, e che con ogni frammento rotto, diventa un seme. 5 Broken Cameras, proiettato da Recontemporary Mercoledì 20 Novembre alle ore 19.00, fa parte della rassegna cinematografica indipendente CHE LA MIA VOCE SIA UN SEME, curata da Alessandro Maccarrone.
Proiezione film 20.11 — h. 19.00 – Recontemporary, Via Gaudenzio Ferrari 12b – Ingresso a offerta libera (il ricavato verrà devoluto a una (o più) realtà e famiglie che sono seguite da Watermelon friends.
L’ingresso agli eventi è ad offerta libera. Potrai decidere di effettuare una donazione ad una (o più) realtà e famiglie che sono seguite da Watermelon friends prima della proiezione, in loco, mostrando la conferma della donazione. Durante gli eventi sarà possibile eventualmente donare tramite Satispay o contante, il ricavato raccolto verrà distribuito alle stesse campagne di raccolta fondi. Molte altre famiglie saranno supportate grazie alla raccolta durante gli eventi.
Durante l’evento sarà anche possibile acquistare i disegni dei bambini gazawi del progetto Heart of Gaza, la tenda artistica curata da Mohammed Timraz e Féile Butler, il ricavato andrà a We are not Alone, con cui Mohammed aiuta regolarmente la sua comunità.
CHE LA MIA VOCE SIA UN SEME
Guardando il cielo sogno un aquilone di stoffa. Quell’aquilone bianco dalla lunga coda è un padre, una madre, un fratello, una sorella, un’anima, una voce. La voce ci permette di essere presenti per sempre in ogni cuore che pulsa. Guardando la terra sogno un seme, è piccolo, spesso invisibile, ma porta in sé l’essenza della vita. Quel seme un giorno curerà un padre, una madre, un fratello, una sorella, un’anima. E allora vola, semina, là dove ogni sogno si fa cielo, e ogni anima trova pace.
CHE LA MIA VOCE SIA UN SEME è una rassegna cinematografica indipendente dedicata alla Palestina che si terrà a Torino in spazi diffusi sulla città da Ottobre 2024 a Febbraio 2025.
Il titolo della rassegna, CHE LA MIA VOCE SIA UN SEME, è una citazione rivisitata tratta dalle righe dell’ultima poesia scritta da Refaat Alareer: Se Io Dovessi Morire (leggi nel primo commento)
Refaat è stato ucciso nella notte tra il 6 e il 7 dicembre 2023, insieme ad altri 7 membri della sua famiglia, durante un raid israeliano che ha colpito la sua casa.
Nella sua poesia, Refaat scrive “Che la mia fine sia un racconto”: Nei racconti dei film presentati le voci del popolo palestinese non guardano ad una fine ma ad un seme in grado di germogliare e diramare le sue radici per decontaminare il male che avvelena la terra.