Proiezione film — A Fidai Film

Il 16/10/2025

Nell’estate del 1982 l’esercito israeliano invase Beirut. In quel periodo fece irruzione nel Palestinian Research Center e saccheggiò interamente il suo archivio.
L’archivio conteneva documenti storici della Palestina, inclusa una raccolta di immagini fisse e in movimento. Partendo da questo presupposto, A Fidai Film esplora la memoria visiva di quel saccheggio e riappropria le immagini oggi conservate negli archivi israeliani.


Per il secondo anno, Recontemporary è felice partecipare al circuito CHE LA MIA VOCE SIA UN SEME, rassegna cinematografica indipendente curata da Alessandro Maccarrone. L’ingresso all’evento è gratuito, le donazioni libere saranno destinate a supporto della ODV Progetto rifqa.

giovedì 16 ottobre, ore 20 – da Rec

«Aljafari non ha solo documentato le prove della sua patria rubata, ma ha anche inventato un nuovo modo di filmare, un nuovo tipo di cinema — il cinema dei negativi. Prende gli stessi negativi e ne inverte luci e ombre, per così dire. Ciò che gli israeliani hanno messo in evidenza, lui lo oscura; ciò che hanno relegato sullo sfondo, lui lo porta in primo piano. E così, laddove loro mostrano, lui sabota; laddove loro nascondono, lui rivela.»
(Hamid Dabashi)

Nota del regista
Questo non è un film sul passato, ma sul futuro che è ancora possibile definire. Sto sabotando lo sguardo coloniale. È un lavoro che può iniziare solo mettendo uno specchio di fronte agli archivi coloniali.
Cosa possiamo vedere, sentire e forse comprendere dai materiali d’archivio conservati nelle istituzioni israeliane, che hanno documentato instancabilmente ogni aspetto di questo paese, anno dopo anno, trasformandolo in frammenti spezzati? 
Questo contro-archivio è ciò che io chiamo “la camera dei senza patria” (the camera of the dispossessed).

Informazioni tecniche
Palestina, Germania, Qatar, Brasile, Francia · 2023 · DCP 2K · Colore/B/N · 78’ · v.o. arabo, inglese, ebraico · sottotitoli inglesi

Crediti
Ideato e diretto da: Kamal Aljafari
Montaggio: Kamal Aljafari, Yannig Willmann
Suono: Attila Faravelli
Line Producer e assistente al montaggio: Flavia Mazzarino
Musica originale: Simon Fisher Turner
Mixaggio del suono: Jochen Jezussek
Voce: Darin Dibsy, Kamal Aljafari

© 2024 kamal aljafari productions

Awards︎︎︎:
Cinematic Vision Award (Camden International Film Festival)
︎︎︎Jury Prize in the Burning Lights Competition (Visions du Réel)
︎︎︎GNCR/CINÉ+ Distribution Support Prize / Renaud Victor Prize (FID Marseille)
︎︎︎Premio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) / Menzione d’onore Giuria Giovani (Pesaro Film Festival)
︎︎︎International Feature Award (DokuFest)
︎︎︎Mirage Sound Design Award (MIRAGE Film Festival)
︎︎︎Best International Film (Lima Alterna Festival Internacional de Cine)
︎︎︎Young Jury Special Mention (Archivio Aperto)
︎︎︎Jury Special Mention (Transmutación Cine Contemporaneo)
︎︎︎Best Film (Muestra de Cine de Lanzarote)
︎︎Tanit d’Or (Carthage Film festival)
︎︎︎Grand Prize (Festival en Ville !)

Kamal Aljafari

Kamal Aljafari is a Palestinian filmmaker and artist. His films have screened at major festivals and museums, including Locarno, London, Viennale, and the 35th Bienal de São Paulo. He has received prestigious awards from FIDMarseille, Pesaro, and Visions du Réel. In 2024, IndieLisboa hosted a full retrospective of his work. Aljafari has taught at The New School and DFFB in Berlin and was a Film Study Center fellow at Harvard. Currently a fellow at Columbia University's Institute for Ideas and Imagination, he is developing “Beirut 1931,” a fiction film to be shot in Jaffa.

Che la mia voce sia un seme

Guardando il cielo sogno un aquilone di stoffa. Quell’aquilone bianco dalla lunga coda è un padre, una madre, un fratello, una sorella, un’anima, una voce. La voce ci permette di essere presenti per sempre in ogni cuore che pulsa. Guardando la terra sogno un seme, è piccolo, spesso invisibile, ma porta in sé l’essenza della vita. Quel seme un giorno curerà un padre, una madre, un fratello, una sorella, un’anima. E allora vola, semina, là dove ogni sogno si fa cielo, e ogni anima trova pace.⁣⁣
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CHE LA MIA VOCE SIA UN SEME è una rassegna cinematografica indipendente dedicata alla Palestina che si terrà a Torino in spazi diffusi sulla città da Ottobre 2024 a Febbraio 2025.⁣⁣
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Il titolo della rassegna, CHE LA MIA VOCE SIA UN SEME, è una citazione rivisitata tratta dalle righe dell’ultima poesia scritta da Refaat Alareer: Se Io Dovessi Morire (leggi nel primo commento)⁣
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Refaat è stato ucciso nella notte tra il 6 e il 7 dicembre 2023, insieme ad altri 7 membri della sua famiglia, durante un raid israeliano che ha colpito la sua casa.⁣⁣
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Nella sua poesia, Refaat scrive “Che la mia fine sia un racconto”: Nei racconti dei film presentati le voci del popolo palestinese non guardano ad una fine ma ad un seme in grado di germogliare e diramare le sue radici per decontaminare il male che avvelena la terra.⁣⁣