MOSTRE

You Shouldn’t Have To See This — Yarema Malashchuk e Roman Khimei

Dal 23/10/2025 al 05/11/2025

Recontemporary presenta, in occasione di Artissima 2025, la mostra You Shouldn’t Have To See This, un progetto dei due artisti ucraini Yarema Malashchuk e Roman Khimei, che hanno fatto del rapporto tra arte e attivismo politico il nucleo della loro ricerca. Già presentata a La Biennale di Venezia (2024), l’opera giunge ora a Torino, portando con sé l’urgenza di una riflessione che intreccia testimonianza e sperimentazione visiva.

Malashchuk e Khimei hanno contribuito in modo decisivo a sensibilizzare il pubblico sugli effetti devastanti della guerra e sulle sue conseguenze più profonde, spesso invisibili, per la società.

Il cuore della mostra è la video-installazione omonima, You Shouldn’t Have To See This. Il silenzio che avvolge le immagini – proiettate su sei ledwall di diverse dimensioni – genera un momento di empatia tanto intenso quanto fragile: bambini che dormono, corpi vulnerabili che evocano pace e innocenza. Ma lo sguardo dello spettatore non è mai innocente: accanto alla dolcezza subentra un senso di inquietudine. Le immagini ritraggono bambini ucraini rapiti e deportati in Russia, successivamente riportati in patria. Un crimine di guerra che le stimer riportano contare da 20.000 a oltre un milione di casi dal 2014 ad oggi.

Il titolo dell’opera allude anche al conflitto insito nelle immagini che, nell’era digitale, ci si impongono di continuo: guerre, tragedie e catastrofi a cui assistiamo, volontariamente o meno, attraverso gli schermi. Secondo gli artisti, le qualità estetiche di queste immagini rischiano di generare un’illusione di partecipazione, se non addirittura un senso di compiacimento. In questa prospettiva, ogni immagine è innanzitutto una prova di un crimine e solo in un secondo momento — e solo potenzialmente — un’opera d’arte: un’opera che, in verità, non avrebbe mai dovuto essere prodotta.

Opening: 23 ottobre, ore 18-21 — Meet the artists: 31 ottobre, ore 19-21

  • you shouldn't have to see this
  • ph: alessandro santi
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  • ph: alessandro santi
  • you shouldn't have to see this
  • ph: alessandro santi

Confrontandosi con questo materiale, Malashchuk e Khimei mettono a nudo il paradosso della rappresentazione bellica. La forza del progetto risiede proprio in questa tensione: rendere visibile ciò che non si dovrebbe vedere, trasformando la testimonianza in una forma di consapevolezza politica condivisa. In questo modo, You Shouldn’t Have To See This non si limita a denunciare un crimine, ma restituisce all’arte la sua capacità di incidere sui discorsi pubblici e di creare uno spazio di memoria collettiva e resistenza culturale.

All’esterno, la vetrina di Recontemporary ospita View of the Temporarily Occupied Left Bank of the Kherson Region: l’opera, girata sulla riva del fiume Dnipro, guarda un territorio ancora occupato sulla sponda opposta. Anche qui, nulla accade. Nessuna azione evidente, nessun conflitto diretto. L’occupazione si percepisce proprio in ciò che non si vede. L’immobilità del paesaggio diventa un’immagine di attesa e di distanza, dove la guerra si manifesta per sottrazione.

Le due opere, pur diverse nella forma, sono profondamente connesse: interrogano la violenza attraverso ciò che resta fuori campo. Ci parlano di corpi e territori resi vulnerabili da forze che agiscono in profondità, spesso nell’ombra, e che colpiscono l’identità, l’appartenenza, la possibilità stessa di crescere o abitare un luogo.

La mostra è realizzata con il patrocinio del Consolato Onorario d’Ucraina in Piemonte e di Milano.

Orari speciali in occasione di Artissima: 27, 28, 29, 30 ottobre ore 15/19 – 31, 1, 2 novembre ore 11/19

  • You shouldn't have to see this
  • Installation views at Riga Survival Kit 16
  • Yarema Malashchuk e Roman Khimei
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  • Installation views at Riga Survival Kit 16
  • Yarema Malashchuk e Roman Khimei

Yarema Malashchuk e Roman Khimei

Yarema Malashchuk e Roman Khimei lavorano come filmmaker e artisti visivi dal 2016, esplorando le intersezioni tra documentario e finzione per confrontarsi con la storia recente e il presente dell’Ucraina. Il loro lavoro indaga le strutture persistenti del potere post-imperiale e il loro impatto su una nuova generazione di ucraini, sospesa tra il trauma storico e un futuro incerto. Attraverso installazioni video multicanale e narrazioni cinematografiche, catturano la natura frammentata della realtà, in cui memoria collettiva ed esperienza personale si intrecciano. La pratica del duo riflette sul ruolo delle comparse, delle figure invisibili della storia, e sui modi in cui gli individui navigano tra paesaggi politici e sociali in continuo mutamento.

Hanno ricevuto il premio principale del PinchukArtCentre Prize (2020) e il VISIO Young Talent Acquisition Prize (2021). Il loro recente cortometraggio Additional Scenes ha vinto i principali riconoscimenti al Tallinn Black Nights IFF 2024 e all’Ukrainian Film Critics Award. Il duo ha partecipato al Future Generation Art Prize 2021, alla Baltic Triennial 14, alla Biennale di Göteborg e alla Biennale di Kyiv, oltre che a mostre collettive presso Haus der Kunst, Castello di Rivoli e Albertinum. Hanno inoltre presentato mostre personali al Kunstverein Hannover e alla Galeria Arsenał di Białystok.

Le loro opere video fanno parte delle collezioni di Fondazione In Between Art Film, Kunstmuseum Liechtenstein, Kontakt, TBA21, Frac Bretagne, Museum of Contemporary Art Kiasma e Museum of Contemporary Art Antwerp, tra le altre. La loro installazione più recente è stata presentata in Dare to Dream, evento collaterale della 60ª Biennale di Venezia 2024.

Yarema e Roman sono membri del Prykarpattian Theater, un collettivo artistico che ha recentemente realizzato il progetto Theater of Hopes and Expectations, presentato al Padiglione Ucraino durante la Biennale Architettura di Venezia 2023.