MOSTRE

Seven Gravity Collection

Dal 04/09/2024 al 28/09/2024

Il video si vende? E si può acquistare?

⁣⁣Recontemporary inaugura il palinsesto di mostre, con appuntamento fissato per ogni Settembre, dedicato all’approfondimento di alcune delle più importanti collezioni video italiane e internazionali.
Protagonista della mostra inaugurale è la Collezione Seven Gravity: collettivo composto da sette appassionati, che dal 2011 colleziona video condividendo la passione per le arti visive fino a diventare un rilevante esempio di mecenatismo italiano contemporaneo.
Seven Gravity acquista la sua prima opera nel 2013: un video di Trisha Baga esposto durante la sua prima personale in Italia, da Peep-Hole a Milano. Da allora la Collezione condivisa ha acquisito artisti e artiste di calibro internazionale. Nel 2014, il gruppo instaura un rapporto di collaborazione con lo Schermo dell’Arte e Leonardo Bigazzi nell’ambito del progetto Visio, diventando giuria acquisitrice del premio stesso.⁣⁣ Tale partecipazione è stata determinante per trasformare attivamente l’azione di Seven Gravity grazie alla possibilità di co-produrre opere, ampliando e aumentando così l’impatto ricettivo della Collezione sulla scena dell’arte contemporanea.

  • DRIANT ZENELI
  • HELEN ANNA FLANAGAN
  • BASIR MAHMOOD

OPENING 4 Settembre, ore 18.00 - 21.00, ingresso gratuito, TALK con Diego Bergamaschi e Driant Zeneli 25 Settembre, ore 19.00, ingresso gratuito

PRESS KIT

Recontemporary ospita una selezione di opere dalla Collezione, portando in mostra sei artisti e artiste internazionali: ⁣Rebecca Digne, Helen Anna Flanagan, Ali Kazma, Paul Maheke, Basir Mahmood e Driant Zeneli. Le opere esposte, condividono le modalità di acquisizione ed esposizione, le caratteristiche di fruizione e conservazione, pur preservando l’unicità dei temi trattati. Ogni video in mostra emerge per la sua originalità, in un percorso espositivo pensato per essere poliedrico e dinamico, che invita il visitatore a esplorare i molteplici livelli di interpretazione delle opere e a interagire attivamente con i contenuti proposti, trasformando così l’esperienza della mostra in un dialogo aperto e continuo tra arte e osservatore. Il 25 Settembre sarà inoltre possibile incontrare uno dei fondatori della collezione, Diego Bergamaschi, in compagnia di Driant Zeneli, uno degli artisti in mostra, durante una talk che si terrà da Recontemporary alle ore 19.00.

La mostra è realizzata con il Patrocinio di Città di Torino.

Seven Gravity Collection

Fra collezionismo e mecenatismo si colloca la Seven Gravity Collection, raccolta di un gruppo di collezionisti dedicata alla video art, un ambizioso progetto culturale che, nato nel 2013, è un work-in- progress, dalle caratteristiche uniche non solo per le opere collezionate ma per la modalità di scelta, condotta secondo criteri collegiali. Segnalati da Artribune come i migliori collezionisti del 2020, hanno fondato il progetto Seven Gravity Collection restano rigorosamente anonimi, lasciando solo a tre delle identità che ne fanno parte il ruolo di testimonial del progetto. Li abbiamo intervistati in esclusiva per i lettori di Robb Report Italia.

Vediamo chi sono i fondatori di questa collezione. Fra di loro Diego Bergamaschi, operatore del mondo bancario e collezionista di arte contemporanea da oltre quindici anni. Come membro del Comitato Promotore del Forum Italiano dell’Arte Contemporanea, e del Comitato Indirizzo ArtVerona, Diego ricopre alcuni incarichi istituzionali nell’arte contemporanea. Accanto a lui Giuseppe Casarotto, ingegnere dirigente d’azienda, presidente di Club GAMeC, associazione culturale a sostegno GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, e ideatore del premio annuale Club GAMeC Prize. Il terzo è Cristian Berselli, operatore del mondo bancario e finanziario, che si dichiara collezionista di arte contemporanea dal 1999. Con loro abbiamo chiacchierato delle caratteristiche della video arte che, nell’ambito dell’arte contemporanea è oggetto di desiderio per tanti, ma a conti fatti è collezionata da pochi: le opere, spesso di respiro museale, implicano modalità di installazione nello spazio molto complesse se dai musei entrano nelle abitazioni private; inoltre, alcune video produzioni che rivaleggiano con i kolossal del cinema, come le opere di Doug Aitken, comportano costi di produzione elevatissimi.
Ma il panorama degli artisti e delle opere è molto vasto e abbiamo discusso con i collezionisti della Seven Gravity che le casistiche sono diverse e la cultura sul medium aiuta molto. I sette membri del gruppo, infatti, non si sono lasciati intimidire dalla complessità del mezzo. Fondano la collezione nel 2013, raccogliendo le opere di alcune “stelle” della video arte internazionale come Ali Kazma, Keren Cytter, Cally Spooner, Trisha Braga, cui affiancano i lavori di artisti esordienti promettenti come Alice dos Reis , Basir Mahmood e Helen Anna Flanagan. Caso fortunato è l’incontro con Leonardo Bigazzi, curatore del festival fiorentino
dedicato alla video arte, “Lo schermo dell’arte” e curatore nella Fondazione In Between Art Films di Beatrice Bulgari. Leonardo intuisce al volo la potenzialità del collettivo di collezionisti e costruisce una collaborazione di lungo respiro con il festival.

La collezione Seven Gravity è chiamata ogni anno ad acquisire l’opera di un artista under 35 che partecipa alla sezione di workshop VISIO: questo implica che, all’interno di una selezione di dodici artisti meritevoli, è chiamata a scegliere un’opera che entra a far parte della collezione. La partnership permette ai membri del gruppo di osservare il panorama della video arte europea da un punto di vista privilegiato: in sei anni di attività, i collezionisti della Seven Gravity possono visionare le opere di oltre settanta artisti provenienti dalle migliori scuole d’arte di tutto il mondo, e anticipare, come nel caso del video di Basir Mahmood poi preso da un museo olandese, gli acquisti delle maggiori istituzioni museali europee. Dal 2019 in poi, il fiuto dei suoi membri comporta il naturale spostamento dall’acquisto di video-opere già pronte, alla produzione in essere di opere.