Seven Gravity Collection

Recontemporary / Salotto

4 Settembre — 28 Settembre 2024

OPENING
4 Settembre, ore 18.00 – 21.00
ingresso gratuito

TALK
con Diego Bergamaschi e Driant Zeneli
25 Settembre, ore 19.00
ingresso gratuito

Siamo molto felici di presentare la mostra collettiva in collaborazione con la collezione Seven Gravity. La mostra si terrà all’interno degli spazi di Recontemporary, in Via Gaudenzio Ferrari 12/b a Torino, dal 4 al 28 Settembre 2024, e includerà opere di divers* artist* della collezione.


Il 25 Settembre sarà inoltre possibile incontrare uno dei fondatori della collezione, Diego Bergamaschi, in compagnia di Driant Zeneli, uno degli artisti in mostra, durante una talk che si terrà da Recontemporary alle ore 19.00.

Alcun* de* artist* in mostra:
– Rebecca Digne⁣
– Helen Anna Flanagan⁣
– Ali Kazma⁣
– Driant Zeneli

Info sul partner

Fra collezionismo e mecenatismo si colloca la Seven Gravity Collection, raccolta di un gruppo di collezionisti dedicata alla video art, un ambizioso progetto culturale che, nato nel 2013, è un work-in- progress, dalle caratteristiche uniche non solo per le opere collezionate ma per la modalità di scelta, condotta secondo criteri collegiali. Segnalati da Artribune come i migliori collezionisti del 2020, hanno fondato il progetto Seven Gravity Collection restano rigorosamente anonimi, lasciando solo a tre delle identità che ne fanno parte il ruolo di testimonial del progetto. Li abbiamo intervistati in esclusiva per i lettori di Robb Report Italia.

Vediamo chi sono i fondatori di questa collezione. Fra di loro Diego Bergamaschi, operatore del mondo bancario e collezionista di arte contemporanea da oltre quindici anni. Come membro del Comitato Promotore del Forum Italiano dell’Arte Contemporanea, e del Comitato Indirizzo ArtVerona, Diego ricopre alcuni incarichi istituzionali nell’arte contemporanea. Accanto a lui Giuseppe Casarotto, ingegnere dirigente d’azienda, presidente di Club GAMeC, associazione culturale a sostegno GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, e ideatore del premio annuale Club GAMeC Prize. Il terzo è Cristian Berselli, operatore del mondo bancario e finanziario, che si dichiara collezionista di arte contemporanea dal 1999. Con loro abbiamo chiacchierato delle caratteristiche della video arte che, nell’ambito dell’arte contemporanea è oggetto di desiderio per tanti, ma a conti fatti è collezionata da pochi: le opere, spesso di respiro museale, implicano modalità di installazione nello spazio molto complesse se dai musei entrano nelle abitazioni private; inoltre, alcune video produzioni che rivaleggiano con i kolossal del cinema, come le opere di Doug Aitken, comportano costi di produzione elevatissimi.
Ma il panorama degli artisti e delle opere è molto vasto e abbiamo discusso con i collezionisti della Seven Gravity che le casistiche sono diverse e la cultura sul medium aiuta molto. I sette membri del gruppo, infatti, non si sono lasciati intimidire dalla complessità del mezzo. Fondano la collezione nel 2013, raccogliendo le opere di alcune “stelle” della video arte internazionale come Ali Kazma, Keren Cytter, Cally Spooner, Trisha Braga, cui affiancano i lavori di artisti esordienti promettenti come Alice dos Reis , Basir Mahmood e Helen Anna Flanagan. Caso fortunato è l’incontro con Leonardo Bigazzi, curatore del festival fiorentino
dedicato alla video arte, “Lo schermo dell’arte” e curatore nella Fondazione In Between Art Films di Beatrice Bulgari. Leonardo intuisce al volo la potenzialità del collettivo di collezionisti e costruisce una collaborazione di lungo respiro con il festival.

La collezione Seven Gravity è chiamata ogni anno ad acquisire l’opera di un artista under 35 che partecipa alla sezione di workshop VISIO: questo implica che, all’interno di una selezione di dodici artisti meritevoli, è chiamata a scegliere un’opera che entra a far parte della collezione. La partnership permette ai membri del gruppo di osservare il panorama della video arte europea da un punto di vista privilegiato: in sei anni di attività, i collezionisti della Seven Gravity possono visionare le opere di oltre settanta artisti provenienti dalle migliori scuole d’arte di tutto il mondo, e anticipare, come nel caso del video di Basir Mahmood poi preso da un museo olandese, gli acquisti delle maggiori istituzioni museali europee. Dal 2019 in poi, il fiuto dei suoi membri comporta il naturale spostamento dall’acquisto di video-opere già pronte, alla produzione in essere di opere.