MOSTRE

Respect All, Fear None — Kelterborn Collection

Dal 10/09/2026 al 10/10/2026

Opening 10 settembre, ore 18 – 21 — ingresso libero (Le opere di Korakrit Arunanondchai e Tobias Zielony saranno visitabili solo dal 10 al 12 settembre)

Come ogni settembre, Recontemporary Fondazione ETS dedica una mostra a una collezione di opere video, rinnovando il proprio impegno nel promuovere il collezionismo dell’immagine in movimento e dei new media: un ambito ancora percepito come di nicchia, ma sempre più centrale per comprendere le trasformazioni del linguaggio artistico contemporaneo.

L’edizione di quest’anno presenta la collezione video di Mario e Julia von Kelterborn attraverso una selezione di opere di undici artisti di rilievo internazionale: Gary Hill, Ismaël Joffroy Chandoutis, Korakrit Arunanondchai, Kota Ezawa, Jaroslaw Kozłowski, Bjoern Melhus, Tiffany Sia, Hito Steyerl, Nora Turato, Mariana Vassileva e Tobias Zielony. Il percorso espositivo assume come titolo Respect All, Fear None, dall’omonima opera di Nora Turato, elevandola a chiave di lettura di una raccolta che si distingue per la capacità di intrecciare urgenza politica, tensione critica e sperimentazione formale.

Più che inseguire una coerenza stilistica, la collezione costruisce un campo di forze in cui le opere interrogano il presente attraverso linguaggi differenti ma accomunati da una volontà di mettere in discussione i meccanismi del potere, della rappresentazione e della memoria. La provocazione non è mai fine a sé stessa: diventa uno strumento di analisi, un dispositivo capace di rendere visibili le contraddizioni della società contemporanea. Poliziotti che sembrano danzare invece di dirigere il traffico, istituzioni trasformate in luoghi di conflitto simbolico, traumi generati dalle imposizioni sociali, guerre, attentati e forme di censura mediatica delineano un panorama in cui l’immagine in movimento si afferma come spazio di riflessione critica e di resistenza.

L’origine di questa sensibilità affonda anche nella biografia di Mario von Kelterborn, cresciuto nella Berlino Est, dove il controllo esercitato dal regime sulla produzione culturale ha reso evidente il valore dell’arte come luogo di libertà e di testimonianza. Da questa esperienza nasce una pratica collezionistica che riconosce alle opere la capacità di raccontare il proprio tempo, dando forma alle tensioni, ai conflitti e alle ambiguità che attraversano la contemporaneità.

Mario e Julia von Kelterborn impersonificano una concezione del collezionismo intesa come pratica attiva e responsabile. La loro ricerca supera le gerarchie tradizionali tra media, accogliendo senza esitazioni la complessità delle opere video e delle installazioni, e si fonda su un dialogo costante con artisti e gallerie, nella convinzione che collezionare significhi anche accompagnare e sostenere i processi della produzione artistica. In questa prospettiva si inserisce il loro Manifesto del Collezionista, una dichiarazione di principi che propone il collezionismo come gesto di partecipazione culturale, aperto a chiunque desideri contribuire alla vitalità dell’arte contemporanea, indipendentemente dalla dimensione della propria raccolta.

«Considerando lo stato del nostro pianeta, è facile lasciarsi prendere dalla frustrazione o dal pessimismo. Ma il pessimismo non ci farà progredire. Noi crediamo nella creatività, nelle idee e nella nostra capacità, profondamente umana, di immaginare che le cose possano essere diverse. Per noi, il video e l’immagine in movimento sono i media del nostro tempo. Parlano il linguaggio di un mondo plasmato dalle immagini, dalle informazioni e dal cambiamento costante. Hanno la capacità di mettere in discussione ciò che crediamo di sapere, di aprire nuove prospettive e di preservare qualcosa di profondamente umano: la nostra capacità di immaginare, di interrogarci e di creare.Per questo non consideriamo l’arte un lusso. La consideriamo essenziale per la nostra sopravvivenza interiore. Ed è anche per questo che crediamo che l’arte debba essere vista, condivisa ed esperita. Siamo profondamente grati a Iole Pellion di Persano e al team di Recontemporary per aver offerto a queste opere un nuovo contesto e un nuovo pubblico. Le opere qui presentate non rappresentano soltanto importanti posizioni artistiche, ma hanno anche accompagnato e plasmato il nostro percorso di collezionisti.»

Julia e Mario von Kelterborn

Kelterbon Collection

La Collezione Kelterborn è una delle più importanti collezioni private di arte contemporanea in Germania, con un'attenzione particolare per la videoarte, la fotografia e le opere di matrice concettuale. Dalla fine degli anni Novanta, Mario e Julia von Kelterborn hanno costituito una raccolta che riunisce artisti di fama internazionale, le cui opere esplorano le questioni sociali, politiche e filosofiche del nostro tempo. Ispirata dalla convinzione che l'arte aiuti a comprendere le complessità del presente, la collezione riflette un profondo impegno verso il pensiero critico, il dialogo e l'impegno culturale.

Nell'ultimo decennio, la Collezione Kelterborn è stata protagonista di importanti mostre museali, tra cui quelle presso il Museum Weserburg di Brema, il Mönchehaus Museum di Goslar, il Museum für Kommunikation di Francoforte, il Total Museum of Contemporary Art di Seul e la Kunsthalle Gießen. Attualmente la collezione è presente a Venezia, dove la mostra "WHO IS A GOOD BOY?" è esposta alla Giudecca in occasione della Biennale di Venezia del 2026.

Più che una semplice collezione privata, la Collezione Kelterborn rappresenta una piattaforma di scambio artistico e di dibattito pubblico. Attraverso collaborazioni museali, mostre internazionali e il sostegno costante ad artisti sia affermati che emergenti, Mario e Julia von Kelterborn hanno dato vita a una raccolta riconosciuta non solo per la sua qualità artistica, ma anche per la sua profondità intellettuale e rilevanza culturale.