MOSTRE

mediaxmedia — Giacomo Baccega

Dal 11/12/2024 al 18/01/2025

Recontemporary è felice di presentare mediaxmedia, un’installazione interattiva e transmediale concepita dall’artista Giacomo Baccega, menzione speciale del Premio Recontemporary, che inaugura l’11 Dicembre e sarà visitabile fino al 18 Gennaio 2025. L’installazione è realizzata grazie al supporto di Creative Cables.

mediaxmedia è un’opera che ambisce a svelare la complessità nascosta dietro la patina apparentemente immateriale del digitale. Un’esplorazione critica che intreccia filosofia, tecnologia e percezione sensoriale, e che tenta di spiegare le implicazioni materiali, culturali e antropocentriche del mondo dei media che permea la nostra epoca post-rivoluzione digitale.

Opening: 11 Dicembre, ore 18 – 21, Via Gaudenzio Ferrari 12b, ingresso gratuito / Talk “La distorsione del medium tra interattività e mercato”: 18 Gennaio, ore 18, Via Gaudenzio Ferrari 12b, ingresso gratuito

  • PH: LUCA PADOVANI
  • PH: LUCA PADOVANI
  • PH: LUCA PADOVANI
  • PH: LUCA PADOVANI
  • PH: LUCA PADOVANI
  • PH: LUCA PADOVANI

Il cloud, percepito comunemente come una dimensione immateriale e senza corpo, viene restituito alla sua fisicità concreta. Le informazioni digitali, per quanto rapide e ubiquitarie, non esistono in un vuoto astratto, ma si realizzano attraverso un complesso intreccio di fenomeni fisici, come la presenza e assenza di luce all’interno dei cavi di fibra ottica, e risorse materiali, come il silicio, rame e il litio. Questo concetto invita a mettere in dubbio una visione ingenua della tecnologia come pura astrazione, enfatizzando invece la sua stretta correlazione con dinamiche materiali e sfruttamento ecologico.

Baccega, con la sua installazione interattiva, cerca di denudare la tecnologia: l’opera non si limita a mostrare il suo funzionamento, ma cerca di ribaltare il modello invisibile del digitale, svelando i meccanismi nascosti della produzione mediale. mediaxmedia, che si rivela quindi ben lontana dall’essere puramente tecnica, assume una valenza politica e culturale: renderendo visibili le infrastrutture del digitale, si denuncia la loro implicazione nelle logiche del consumo e del dominio antropocentrico.

L’artista descrive inoltre un’idea profondamente relazionale di natura-cultura, che rifiuta la separazione tra umano e non-umano per proporre un sistema fluido e nomade. Questa prospettiva invita ancora una volta a ripensare la tecnologia come parte integrante di un continuum naturale-culturale, in cui ogni entità è interconnessa e co-creativa.

18.01 / TALK La distorsione del medium tra interattività e mercato.
In conversazione con Giacomo Baccega, Iole Pellion di Persano e Marco Rainò in occasione del finissage della mostra mediaxmedia.

L’evoluzione tecnologica, dall’intelligenza artificiale alla realtà aumentata, sta ridefinendo i confini del design, dell’exhibit e delle arti, trasformando lo spettatore in spett-autore e generando esperienze in cui il rapporto tra intelligenze umane ed intelligenze meccaniche si intrecciano sempre più profondamente.
Pratiche di riuso creativo di tecnologie obsolete, come Kinect, e di prototipazione, come il circuit bending con Arduino, aprono nuove prospettive di progettazione critica. Queste pratiche si pongono come risposta alle attività antropiche, in cui l’estrazione di risorse rare e il design orientato all’obsolescenza programmata rendono i dispositivi delle scatole chiuse, inaccessibili e impossibili da riparare.
Durante il dibattito si esploreranno i ruoli, le potenzialità e i limiti dei nuovi media, analizzando come questi nuovi linguaggi ridefiniscono le dinamiche della produzione creativa.

  • PH: ALESSANDRO SANTI
  • PH: ALESSANDRO SANTI
  • PH: ALESSANDRO SANTI
  • PH: ALESSANDRO SANTI
  • PH: ALESSANDRO SANTI
  • PH: ALESSANDRO SANTI
  • PH: ALESSANDRO SANTI
  • PH: ALESSANDRO SANTI
  • PH: ALESSANDRO SANTI

Giacomo Baccega

Giacomo Baccega (Treviso, 1994) è un designer multidisciplinare e artista che esplora la
matericità delle tecnologie mediali. Ha studiato design e nuove tecnologie dell’arte tra Venezia e Milano. Nella sua pratica intreccia elettronica grezza, microcontrollori, sensori, algoritmi, corpi inorganici ed organici per dar luogo a incontri in cui sfumano i confini tra le agentività.