Irene Pittatore — MONUMENTA ITALIA

Recontemporary / Salotto

6 Marzo — 28 Marzo 2024

Opening 6 Marzo, 6:00 pm

Come arrivare

Preview da Recontemporary
6 marzo 2024 / ore 11,00 – 13,00
Opening da Recontemporary
6 marzo 2024 / ore 18,00 – 21,00
Orari mostra: merc. / sab. – 15.30 / 19.30
Ingresso gratuito


Per info, visite guidate e laboratori in mostra
scrivici a info@recontemporary.com

 

 

Monumenta Italia è un progetto di arte pubblica di Irene Pittatore, a cura di Lisa Parola e Tea Taramino.

Abbiamo ancora bisogno di eroi? Una questione che ritorna ciclicamente nella storia è la domanda dalla quale prende avvio Monumenta Italia, un progetto artistico di sensibilizzazione, divulgazione e produzione che intende coinvolgere il pubblico in una riflessione rispetto all’esiguità dei monumenti dedicati alle donne: un’occasione per una riflessione civica intorno al patrimonio artistico urbano e su cosa significhi oggi parlare di monumentalità, memoria, patrimonio rispetto alla storia delle donne.
Il cantiere di Monumenta Italia ha la sua prima base a Torino ed è nato per operare sul territorio nazionale e riunire le competenze di lavoratrici della cultura e dell’arte accompagnate da una serie di opere ideate dall’artista Irene Pittatore, sulla base del progetto di ricerca del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile APS Monumentale dimenticanza, volto a censire la presenza di monumenti dedicati a storiche figure femminili nelle città e comuni piemontesi.

Il progetto avrà inizio il 26 febbraio in Piazza Bottesini, con l’affissione di manifesti con dati e interrogativi rispetto alla presenza delle donne nel patrimonio pubblico monumentale piemontese. I manifesti compariranno anche alla stazione della Metropolitana di Piazza Bengasi (6-31 marzo 2024) e all’URP del Consiglio regionale del Piemonte in Via Arsenale 14/G (4-29 marzo 2024).

Monumenta Italia prosegue poi negli spazi di Recontemporary, ai piedi della Mole Antonelliana, dove dal 6 al 28 marzo viene proposta una mostra-laboratorio per indagare i temi della presenza della storia delle donne nello spazio pubblico e nella sua narrazione. Le opere di Irene Pittatore saranno presentate al pubblico come strumenti di riflessione rispetto ai temi della ricerca e saranno il punto d’avvio di laboratori e incontri aperti alle scuole, alle università e a un pubblico eterogeneo.
La mostra, che nasce come progetto itinerante, è pensata come “kit di lavoro” che comprende i manifesti, un gonfalone, video e fotografie di performance artistiche che saranno utilizzati ogni volta come incipit degli incontri con esperte e attiviste.

Perché Monumenta Italia?
Se la storia non è raccontata, la storia non esiste. Mai come oggi abbiamo bisogno di tornare a riflettere sull’idea di patrimonio pubblico in relazione alla storia delle donne e al concetto stesso di monumentalità. Il patrimonio artistico nello spazio pubblico è infatti ancora e solo maschile. Ci muoviamo in una scenografia urbana prevalentemente composta di uomini “che hanno fatto la storia”.

Il più delle volte eretto e quasi mai inclinato, il monumento può essere interpretato come un “Io” maschile che non prevede mai un “Noi”. Il monumento non interroga la storia, vuole essere la storia. Il corpo pubblico è dunque il corpo maschile. Le statue delle donne non hanno nome, non documentano un fatto e si presentano il più delle volte come archetipi, simboli, muse: la prosperità, la patria, la giustizia, spesso rappresentate reclinate o inginocchiate ai piedi dell’eroe, sono simboli, quasi mai donne protagoniste di fatti o azioni. A partire da queste premesse Monumenta Italia interroga, indaga, ricerca con l’intento di mettere in crisi l’idea di monumentalità a favore di una riflessione approfondita su una presenza pubblica delle donne.

Parte dei dati ripresi da Monumenta Italia nascono da Monumentale dimenticanza (2018), un progetto di ricerca del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile APS volto a censire la presenza di monumenti dedicati a storiche figure delle donne nelle città e comuni piemontesi e italiani. Il censimento è stato sostenuto dal Consiglio regionale del Piemonte e dalla Consulta delle Elette del Piemonte nel 2018. Tale censimento ha messo in luce dati inequivocabili: a Torino, nei capoluoghi di provincia piemontesi, nei 1088 comuni al di sopra dei 5000 abitanti, il numero dei monumenti dedicati alle donne è esiguo, ove non pari a zero. La diffusione e la contestualizzazione di questi dati consentirà alla cittadinanza di osservare con altri occhi il patrimonio monumentale delle proprie città, prendendo coscienza e misura del cosiddetto “epistemicidio”: la liquidazione e l’insabbiamento del pensiero delle donne, che si manifesta anche attraverso il mancato riconoscimento pubblico di meriti civili, intellettuali, politici, artistici, scientifici. Un primo passo per avanzare, insieme e consapevolmente, verso nuovi paradigmi di equità e parità.

Un progetto nomade
Monumenta Italia partirà da Torino, ma si prefigge in un lungo periodo di raggiungere altre città e contesti con l’intento di proporre altre affissioni pubbliche e momenti d’incontro in spazi e contesti istituzionali e no-profit.

I dati riportati nelle opere sono tratti da Monumentale Dimenticanza, progetto di ricerca del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile APS volto a censire la presenza di monumenti, fontane e statue su suolo pubblico, dedicati a storiche figure femminili nelle città e comuni piemontesi.

 

Presentato da: Fermata d’Autobus Onlus, Oglianico (TO)
Con il sostegno di: Consiglio regionale del Piemonte e Consulta femminile regionale del Piemonte, Città di Torino, Fermata d’autobus Onlus, Oglianico (TO), Forme in bilico APS
Con il supporto di: Associazione Flashback , Associazione Recontemporary, Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile APS, Torino Città per le Donne APS ETSCentro Antiviolenza e Centro Arte Singolare e Plurale della Città di Torino e Infra.To – Infrastrutture per la mobilità
Graphic design: Elyron
Design basamento: Lucia Nazzaro
Modello 3D basamento: Parsifal Pirani
Sviluppo stampi: LXXI.farm
Realizzazione basamento in ghiaccio: Cubetto
Realizzazione basamento in gelatina: Mara dei Boschi

Comunicato Stampa

Biografia artista

Irene Pittatore (Torino, 1979) è un’artista visiva e performer il cui lavoro esplora, attraverso la dimensione del gioco e la costruzione di ambienti aperti a collisioni dolci, le forme possibili di sorellanza e solidarietà per contrastare l’isolamento e la precarietà che accompagnano il lavoro artistico e sociale nel nostro tempo. Impiega strumenti visivi, narrativi e partecipativi per creare opere che riflettano sulla marginalizzazione, la discriminazione e i loro sintomi, in prospettiva femminista e intersezionale. I suoi progetti, dedicati alla violenza di genere (L’amavo troppo e le ho sparato), alla diversità e all’inclusione (You as me / Nei panni degli altri), all’emergenza abitativa (Homeless heroines), alla body positivity (Floating portraits), alla fotografia da remoto (From a distance), si sviluppano in relazione a collaborazioni con musei, festival, università, organizzazioni no-profit, fra i quali Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), Camera – Centro Italiano per la Fotografia (Torino), Museo di Fotografia Contemporanea (Cinisello Balsamo, Milano), Es Baluard Museu d’Art Modern i Contemporani (Palma di Maiorca), Capacete (Rio de Janeiro e San Paolo), Festival Jeu de l’Oie (MUCEM e Aix-Marseille Universitè), Biennale des Jeunes Créateurs d’Europe et de la Méditerranée, 12 Bienal de la Habana OFF. irenepittatore.it

Lisa Parola, storica dell’arte, ha curato progetti di arte pubblica, mostre, campagne fotografiche, workshop e conferenze promuovendo la relazione tra arte, territorio e cittadinanza. È socia fondatrice di a.titolo: un’organizzazione non profit attiva dal 1997 con lo scopo di indagare e sperimentare le potenzialità dell’arte contemporanea nell’ambito della sfera pubblica e sociale. È stata tra i consulenti culturali per la candidatura di Matera Capitale della Cultura 2019. Negli anni ha inoltre collaborato con istituzioni quali la Fondazione Sardi per l’Arte, la Fondazione Merz e l’Università di Torino. Per Einaudi ha pubblicato Giú i monumenti?
Una questione aperta (2022).

Tea Taramino artista relazionale, curatrice e ideatrice del PARI – Polo delle Arti Relazionali e Irregolari dedicato al dialogo tra arte mainstream e outsider art. Dal 1993 cura eventi in collaborazione con istituzioni pubbliche e private in particolare per la Città di Torino: Arte Plurale (dal 1993 al 2013) e la rassegna Singolare e Plurale (dal 2008). Dal 2004 al 2007 si è occupata di progettazione per il Parco Arte Vivente, Centro d’Arte Contemporanea di Torino. È ideatrice del gruppo progettuale di Mai Visti e Altre Storie, progetto per la tutela e la valorizzazione dell’Arte Irregolare. È presidente e fondatrice di Forme in Bilico APS per lo sviluppo di progetti utili alla circolazione di idee tra i mondi dell’educazione, dell’arte, della scuola e della terapia.