Glitch ll — That kind of gender Utopia

Recontemporary / Salotto

26 Giugno — 29 Giugno 2024

19 — 22.06.24 → BI – BOx Art Space (Biella)
26 — 29.06.24 → Recontemporary (Torino)


Un progetto di Wild Strawberries – Laboratorio per le Immagini in Movimento con Recontemporary

a cura di Irene Dionisio e Iole Pellion di Persano con Bepart, Layout, BI-BOx, SweetLife Factory, Atypica

con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito delle Linee guida per la formazione e l’avviamento alla professione culturale 2023.

Dopo un percorso di alta formazione con sei workshop esperienziali (tenuti da Carolina Ciuti – Direttrice Exibart Spagna, curatrice e Storica dell’Arte, Ella Marciello – Direttrice creativa, copywriter, autrice e communication strategist, Francesca Comisso – curatrice e Storica dell’Arte, fondatrice di a.titolo, Joris Jaccarino – curatore e manager culturale di BePart, Francesco Strada – professore di Realtà Virtuale e Computer Grafica, Irene Dionisio – filmmaker e artista, fondatrice di Wild Strawberries e Iole Pellion di Persano – curatrice e fondatrice di Recontemporary ) e un percorso di tutoraggi artistici, il progetto culturale Glitch Lab – ideato e curato da Irene Dionisio e Iole Pellion di Persano – presenta il risultato del lavoro di 12 giovani artisti in una doppia mostra.

Il percorso espositivo “That Kind of Gender Utopia” a cura di Irene Finiguerra e Iole Pellion di Persano rispettivamente negli spazi di BI-BOx Art Space a Biella e Recontemporary a Torino, porterà l’attenzione sulla relazione tra questione di genere attraverso gli strumenti artistici e concettuali della realtà aumentata e del digitale. 

Gli artisti, Biancamaria Pacci, Francesco Ghio, Ginevra Monegato, Liang Keren, Lorenzo Perissinotto, Lucrezia Bariselli, Ludovica Galleani D’Agliano, Matteo Melotto, Matteo Moretti, Niccolò Alessandro Gossi, Shiva Salehpour e Tommaso Cherubini, provengono da background culturali e geografici diversi e portano con sé prospettive e nuovi punti di vista, proponendosi di sfidare e ridefinire la conoscenza tradizionale sul genere. Attraverso l’attivazione della realtà aumentata ogni opera apre nuovi scenari e approfondimenti concettuali a partire da un’introspezione sul significato di genere tra fluidità e limiti fino ad affrontare questioni come la parità dei sessi, l’invisibilità delle violenze, la toxic-masculinity, male/female gaze e l’ampio spettro dei femminicidi. “That Kind of Gender Utopia” invita i visitatori a immergersi in un viaggio visivo e concettuale che esplora le possibilità di una società più equa e inclusiva.