Boing Boom Tschack
Dal 31/10/2025 al 02/11/2025
In occasione di Artissima 2025, Associazione Barriera, Fondazione Recontemporary ETS e Studio Nucleo propongono a Torino un percorso diffuso e condiviso, articolato in tre progetti espositivi che indagano, da prospettive differenti, i temi della guerra, dell’identità e della memoria collettiva.
Le tre mostre — Stories we carry, You Shouldn’t Have To See This e In the Name of God — costruiscono un dialogo silenzioso ma intenso tra linguaggi visivi, luoghi e narrazioni, restituendo un ritratto del nostro complesso presente.
Tre tappe autonome ma connesse da una stessa urgenza: riflettere, attraverso l’arte, sulle forme che la guerra, la fede e la memoria assumono nel presente.
La mostra collettiva Stories we carry, ospitata da Associazione Barriera in collaborazione con eastcontemporary e curata Sergey Kantsedal e Agnieszka Faferek, riunisce artisti e artiste di diverse generazioni e provenienze — Andrius Arutiunian, Nikita Kadan, Aziza Kadyri, Mila Panić, Ala Savashevich, Slavs and Tatars e Anastasia Sosunova — per esplorare come le storie individuali e collettive si tramandano, si frammentano e si trasformano nel tempo. Attraverso installazioni, sculture e opere multimediali, la mostra indaga il ruolo del racconto nella costruzione dell’identità e della memoria, intrecciando folklore, linguaggio e politica della rappresentazione.
Presso Fondazione Recontemporary ETS, You Shouldn’t Have To See This di Yarema Malashchuk e Roman Khimei mette in scena il trauma collettivo della guerra attraverso una potente video-installazione. Le immagini dei bambini ucraini rapiti e deportati in Russia, avvolte da un silenzio sospeso, evocano la fragilità dell’innocenza e interrogano lo sguardo dello spettatore: cosa significa assistere, oggi, all’orrore, quando la guerra si manifesta anche sugli schermi e nelle estetiche della quotidianità?
Infine, in In the Name of God, installazione site-specific di Piergiorgio Rubino per Studio Nucleo, la riflessione si sposta al centro culturale Ramo d’Oro. Allestiti nella storica Galleria Umberto I, un luogo rimasto chiuso per decenni e riaperto come spazio di sospensione e memoria, due missili che si incrociano a formare una croce diventano metafora della violenza giustificata in nome della fede, ma anche simbolo di una responsabilità collettiva di fronte alla normalizzazione del conflitto.
Il programma avrà inizio venerdì 31 ottobre, dalle 19:00 alle 21:00, presso la Fondazione Recontemporary ETS, con la partecipazione degli artisti.
Sabato 1 novembre, in occasione della Notte delle Arti Contemporanee, l’evento proseguirà al Ramo d’Oro, dove, per il finissage della mostra di Studio Nucleo, si terrà una festa collettiva, con un line-up di artisti che si esibiranno come dj dalle 20:00 alle 00:00. Fra gli organizzatori della festa collettiva Boing Boom Tschack, espressione di un lavoro di rete condiviso con le associazioni e gli attori culturali del territorio, figura anche il MAO Museo d’Arte Orientale che, nella stessa serata, presenta Declinazioni contemporanee #3.
L’iniziativa si concluderà domenica 2 novembre, con una colazione presso l’Associazione Barriera, dalle 10:00 alle 13:00.