The Fox and the Wolf: struggle for power

Elena Bellantoni

Video, one channel video 4K, 7'55'', ed. 1/2 + 1PA

2014

Nella sala delle conferenze internazionali del Ministero degli Affari Esteri a Roma, una coppia di ballerini professionisti, che indossano rispettivamente maschere di volpe e lupo, si lancia in un tango appassionato. Due creature che sembrano uscite da un’opera di Max Ernst, a metà tra l’uomo e la bestia si scrutano, si sfidano, si annusano, si toccano e finalmente ballano. Il tango ha storicamente una designazione delle parti e una separazione dei ruoli ben definita, che si riflette anche a livello coreografico, in cui colui che conduce avanza, e colui che si lascia portare indietreggia — una definizione di ruoli che tuttavia non si sviluppa secondo le differenze di genere, dal momento che il tango nasce come una danza ballata da uomini. Nonostante l’apparente passività del follower, i ruoli sono sullo stesso piano e si basano su uno scambio e una comunicazione continui, e una seduzione reciproca che si concretizza nel contatto fisico dell’abbraccio. Una sfida ad armi pari. Il sottofondo della danza è scandito da una voce che in inglese spiega la natura linguistica delle parole wolf e fox, si riallaccia a L’uomo dei lupi di Sigmund Freud e al racconto dei fratelli Grimm La volpe e il lupo, per arrivare a enunciare le teorie sul potere, dell’antropologo Eric Robert Wolf. Un lavoro chiaro e diretto nel suo messaggio, ma perturbante nella sua declinazione visiva, che produce in colui che guarda una reazione di straniamento.