Sul lato destro di uno schermo diviso scorre una sequenza di filmati di famiglia girati a Tripoli nei primi anni Sessanta, mentre la voce fuori campo del padre dell'artista spiega la sua ricetta del couscous in italiano. Sul lato sinistro dello schermo appare un testo in inglese. Non si tratta della traduzione della ricetta del padre, bensì di una sua decodifica: servendosi di un dizionario immaginario, Marina Sagona traduce il suo amore culinario in una conversazione diversa.